escort palermo
BySalgo sull’ultimo vagone della metropolitana che è stranamente vuoto e mi siedo su un sedile in fondo.
Alla fermata successiva le porte si aprono ed entra un bellissimo ragazzo, alto, molto muscoloso, abbronzato, due splendidi occhi verdi ed i lunghi capelli neri tirati indietro e legati in una coda che gli arriva fra le scapole, un cerchietto d’oro all’orecchio destro.
Indossa una maglietta nera senza maniche, aderentissima al suo largo torace, ed un paio di pantaloni bianchi lunghi fin sotto al ginocchio, quasi alla caviglia, quelli che chiamano “pinocchietti”, e delle infradito nere.
La metro riparte e da quel momento non si fermerà più.
Vorrei guardarlo ma non lo faccio, mi vergogno un po’, anche perché mi sta eccitando moltissimo, sento già un calore fra le gambe.
Facendo finta di nulla, mi passo una mano fra i capelli e con la coda dell’occhio gli guardo i piedi e le caviglie abbronzate e pelose.
Ad un certo punto non mi trattengo più ed alzo lo sguardo, salendo per le gambe, il ventre piatto, le braccia muscolose, le spalle larghe, fino ad arrivare al suo viso…e mi blocco.
Lui mi sta guardando e sorride stranamente.
Ci fissiamo nel rombo del treno.
Con una mano si tiene ad uno dei sostegni, con l’altra comincia a strofinarsi la patta dei pantaloni.
Io vedo “qualcosa”crescere nei pantaloni.
Ad un certo punto si muove e viene a piazzarsi davanti a me.
Con entrambe le mani si abbassa il bordo elastico dei pantaloni, liberando il suo enorme cazzo duro, lungo almeno venti centimetri, così grosso che quando se lo afferra non riesce nemmeno a chiuderci attorno tutto il pugno.
Sono lì seduta, senza fiato e lui spinge in avanti il bacino, premendomi la punta gonfia del cazzo sul viso.
So cosa vuole e lo faccio.
Apro la bocca e glielo prendo per quanto posso.
Inizio a spompinarlo, la lingua premuta sulla enorme cappella, una mano stretta attorno alla radice, fra i peli ricci, l’altra che gli strizza le palle gonfie e pelose.
Con le sue mani fra i capelli, gli succhio il cazzo per non so quanto tempo, mentre lui gode con gli occhi chiusi e la testa gettata all’indietro.
Ad un certo punto non ce la fa più e mi toglie il cazzo dalla bocca.
Mi obbliga ad alzarmi, mi sbatte contro le porte chiuse del vagone, mi alza la gonna e mi strappa via le mutandine
. Mi prende fra le braccia muscolose, mi allarga le gambe e mi sbatte con violenza il suo cazzone duro nella fica umida.
Mi aggrappo alle sue spalle larghe, mentre lui inizia a scoparmi con forza, facendomi male.
Pompa con il bacino, ad ogni colpo pare che debba trapassarmi, non ho mai sentito un cazzo duro e grosso come il suo.
Mi chiava a lungo, gemendo, fino a quando, non riuscendo più a resistere, mi spinge il cazzo fino in fondo nella fica. A quel punto il suo sperma caldo e denso mi esplode dentro, violento come un’eruzione, riempiendomi il ventre.
Urlo di piacere mentre lui continua a sborrare con forza.
Poi, piano, mi rimette giù si tira indietro, sfilando il suo bel cazzo dalla mia fica bagnata.
Mentre la metropolitana continua a correre, mi accorgo che ce l’ha ancora duro.
“Guarda che non ho ancora finito” dice con voce profonda e poi si sfila la maglietta, denudandosi il gran torace su cui, fra i peli scuri che lo coprono, riesco a distinguere ogni singolo muscolo.
Mi fa cenno di avvicinarmi e mi dice di spogliarmi. Non appena sono completamente nuda davanti a lui, mi strizza le tette e poi dice: “Girati che ti inculo”. Obbedisco e mi metto a 90 gradi, la testa e le mani poggiate su uno dei pali di sostegno.
Lui si libera con un calcio delle infradito, si sfila i pantaloni e poi appoggia il cazzo sul mio culo.
Con le mani me lo allarga, si sputa sulle dita e mi lavora il buco con la saliva.
Poi preme la grossa cappella sul mio buco e con forza mi schiaffa il cazzone grosso e duro su per il culo.
Comincia a pompare con la stessa violenza di prima, le palle gonfie e pelose che sbattono con forza sulle mie natiche.
Mi incula con forza per almeno un quarto d’ora, premendo il suo gran torace peloso sulla mia schiena, strizzandomi le tette e ficcandomi le dita nella fica bagnata.
“Ti rompo il culo” mi dice mentre pompa.
“Te lo sfondo…” E continua a scoparmi, ad incularmi con quel meraviglioso cazzone duro che mi sembra di sentire fino in gola.
Poi l’orgasmo ci travolge e lui mi sborra su per il culo, inondandomi dentro con litri del suo sperma caldo.
Tira fuori il cazzo dal mio culo e prima che io possa fare qualsiasi cosa me lo rificca nella fica, da dietro, ricominciando a scoparmi.
Ormai mi sta facendo male, il suo cazzo è troppo duro e grosso e lui mi scopa con troppa violenza, ma voglio che non smetta.
Ho la fica che pare in fiamme quando lui, i muscoli gonfi, tesi, lucidi di sudore, esce da me, mi fa girare sulla schiena e mi spinge sul pavimento del vagone.
Mi allarga le gambe e mi rimette il cazzone duro dentro, scopandomi con la sua solita violenza.
Allungo una mano e gli afferro le palle pelose, strizzandogliele e, mentre lui pare soddisfatto di questa mossa, con l’altra gli afferro uno dei pettorali duri, pelosi e lo stringo.
Mi prende questa mano e se la porta alla bocca, succhiandomi il dito medio.
Quando è completamente bagnato con la sua saliva, se lo toglie di bocca e dice:
“Ficcamelo nel culo.”
Spingo la mano sulle sue natiche sode, in mezzo alla fessura e poi, quasi con cattiveria, gli spingo il dito umido nel suo bel buchetto, fino in fondo.
Lui sospira, geme, ma non si ferma: mi chiava, mi scopa, mi muove il suo cazzo nella fica, fino in fondo, violento.
Mi fa male, pare quasi che mi stia sfondando sul serio, mentre tutto quello che posso fare io e stringergli le palle e muovergli il dito nel culo.
Un nuovo orgasmo mi incendia e lui, dopo aver pompato ancora nella mia fica, si tira indietro e si afferra il cazzone grosso e duro nel pugno.
“Strizzami le palle” geme ed io obbedisco.
“Più forte!” grida mentre si masturba con violenza.
Io stringo le sue grosse palle pelose nel pugno, gliele strizzo con tutta la forza che ho e spingo il dito più a fondo che posso nel suo culo.
Lui, i muscoli gonfi ed i nervi tesi, si smanazza il cazzo con forza e, dopo una decina di colpi, si ferma, la cappella gonfia completamente scoperta.
Ed allora, urlando di piacere, gli occhi chiusi e la testa all’indietro, mi sborra addosso con violenza
Mi schizza litri del suo sperma caldo e denso sul viso, sulle tette, sulla pancia e sui peli della fica.
Poi si butta avanti e mi ficca il cazzo in bocca, dove sborra per un ultima volta, soffocandomi quasi con tutto quello sperma che mi schizza in gola.
Mi crolla addosso, una montagna di muscoli sudati e mi si struscia contro, spandendo il suo seme caldo ed appiccicoso sul corpo di entrambi.
Poco dopo si alza, raccoglie le sue cose ed in quel momento la metro si ferma.
Le porte si aprono e lui scende, nudo, i vestiti sotto al braccio, lasciandomi sul pavimento del vagone sfinita, il culo e la fica doloranti, coperta di sborra.
A questo punto mi sono svegliata, le mani fra le gambe, tutta bagnata.
Mi sono alzata di corsa, ho fatto una doccia e dopo essermi vestita sono corsa alla fermata della metropolitana sotto casa: non si sa mai con un escort a Catania e Palermo.
